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La cappella primitiva

La Cappella Primitiva o Cappella delle Grazie, alla sua inaugurazione si presentava al visitatore con il quadro di Santa Rita su un altare in legno, opera dell'ing. Giacomo Neri, che aveva pure realizzato i banchi. Preziosi marmi hanno poi arricchito le pareti e l'altare. Due nuovi quadri del prof. Mario Caffaro-Rore, dedicati al Sacro Cuore di Gesù e al Sacro Cuore di Maria, hanno sostituito i precedenti di modesta fattura. Le vetrate sono state sostituite nel 1948 con le attuali a mosaico di vetri dipinti e legati a piombo forte della ditta torinese Gianina Paolo.

< Particolare: altare e quadro nella cappella primitiva

Il Santuario

Il 30 giugno 1929, mons. Pinardi impartì la solenne benedizione all'area dove l'Impresa Ingegneri Provera, Carassi & C. aveva iniziato i primi scavi delle fondamenta della chiesa. Lo stile risulterà un felice connubio del romanico-medioevale. La facciata sarà dominata dal grandioso campanile acuto a cui si appoggeranno le due pareti laterali; in ciascuna di esse un ingresso secondario, ed al centro, sulla base del campanile, il grande portale d'ingresso maggiore. La decorazione esterna sarà - secondo l'uso secentesco - in blocchi di pietra di Credaro. Nell'agosto 1931 si arrivò alla copertura della chiesa con la posa della croce sulla cupola in via di ultimazione e nella primavera del 1933 fu completato il campanile. La vigilia della festa di Santa Rita 1934, caddero gli assiti intorno alle costruzioni della chiesa, che si offrì ai pellegrini di quell'anno in tutta la sua monumentale bellezza.

Le campane

Per dare voce al campanile venne apprestato un concerto di 5 campane. I bronzi, fusi dalla fonderia Achille Mazzola di Valduggia, rispondono a queste caratteristiche: Campanone - intitolato a Santa Rita - SI grave - 1940 kg.; 2a campana - intitolata al Sacro Cuore - DO diesis - 1370 kg.; 3a campana - intitolata a Santa Maria - RE diesis - 970 kg.; 4a campana - intitolata a San Giovanni Battista - MI - 800 kg.; - 5a campana - intitolata alle anime del Purgatorio - FA diesis - 580 kg., per complessivi 5.660 Kg di bronzo. Per il castello ed i ceppi, erano occorsi 7000 Kg. di ferro e ghisa.

La statua processionale

Per festeggiare il giubileo sacerdotale del Fondatore, il 29 giugno 1933 era stata promossa la costruzione della grande statua di Santa Rita con il carro trionfale, da usare per la solenne processione in occasione della festa del 22 maggio. Per realizzarla vennero fusi gli oggetti in argento offerti o raccolti appositamente tra i devoti, raffinandolo fino a portarlo alla media 900. Il bozzetto proposto dallo scultore prof. Luigi Aghemo, fu realizzata una statua alta circa 2,5 metri e pesante 200 chili.
I mosaici
I mosaici che impreziosiscono le decorazioni del Santuario furono realizzati dalla Casa Giulio Castaman di Venezia su disegni del prof. Carlo Morgari.
A sostegno della cupola protesa verso il cielo pose dei solidi pilastri e su di essi mosaici che raffigurano le virtù: nel presbiterio sono rappresentate le virtù teologali (fede, speranza e carità) e quelle cardinali (giustizia, prudenza, fortezza e temperanza); sugli altri pilastri sono raffigurati i doni dello Spirito Santo e altre virtù meno conosciute, ma non meno importanti (dolore, penitenza, meditazione, gratitudine, clemenza, mansuetudine, affabilità, pazienza, obbedienza, lavoro, povertà, umiltà, modestia, vigilanza, castità, martirio, sacrificio).
 
L’altare maggiore
Dietro l'altare si innalza il baldacchino con 4 colonne in alabastro di Siena e la parte superiore in botticino adorno di colonnine, archetti e fregi in alabastro ed onice. L'altare venne ornato nel 1940 con una Gloria di Angeli in legno dorato, dello scultore Mussner di Ortisei, pronta ad accogliere il nuovo quadro di Santa Rita, nuova opera del prof. Giovanni Crida, già autore di quello della Cappella delle Grazie.
La balaustra, in blocchi di botticino finemente lavorato ad intarsio, venne approntata e messa in loco appena terminato il pavimento del presbiterio, formato da un geniale intreccio di marmi policromi.
 
Le decorazioni
Ancora nel 1939 si incontra un nuovo personaggio nella storia del Santuario: il pittore Piero Dalle Ceste.
La sua opera inizia con la decorazione della volta della calotta absidale: sullo sfondo dorato, a poco a poco appaiono la Trinità e l'Eucarestia. Al centro è la Croce. Il Cristo si erge fino a formare con il Padre e lo Spirito Santo il gruppo centrale che domina tutta la composizione.
Nella parte inferiore della calotta continua la rappresentazione della scena del Golgota, con i gruppi delle Marie e la Madonna da un lato della croce, e San Giovanni e il Longino dall'altro. Sullo sfondo il gruppo di destra rappresenta i Profeti della Redenzione, quello di sinistra le Figlie di Gerusalemme. Il tutto è legato da un volo di angeli bianchi.
Nella volta che sovrasta il presbiterio è dipinta l'adorazione del Santissimo Sacramento.
Alla base della calotta absidale, è collocato un mosaico eseguito su cartoni del prof. Dalle Ceste, che rappresenta dodici agnelli, che simboleggiano tutto il gregge di Gesù Buon Pastore, e che convergono verso l’Agnello dell’Apocalisse posto sul libro con i sette sigilli.
Collocato sull’arco verso la sacrestia, un altro mosaico, sempre su cartone di Delle Ceste: è la lunetta dedicata a San Giovanni Battista bambino.
Il prof. Dalle Ceste lavorò poi nella navata centrale. Nei lunotti sono raffigurati san Luigi Gonzaga, san Tarcisio e san Pancrazio, san Francesco d’Assisi, santa Caterina da Siena, santa Lucia e sant’Agnese; nelle volte sovrastanti, gruppi di angeli suonatori, cantori o portatori di simboli. I “sacramenti” sono il tema conduttore degli affreschi delle voltine delle navate laterali.
Nel 1948 furono collocate le vetrate colorate delle sue otto finestre. Sempre il pittore Dalle Ceste dipinse gli angeli alati con i simboli delle beatitudini negli otto scomparti del vertice, e i quattro grandi Padri della Chiesa di Occidente: sant’Agostino, sant’Ambrogio, san Girolamo e san Gregorio Magno. Fra di essi su grandi mensole vennero posti i simboli dei quattro Evangelisti in stucco dorato.
A decorazione ultimata nelle volte del Santuario si poterono contare oltre quindicimila stelle e circa duecentocinquanta angeli.
 
I confessionali
Nel 1940 furono messi in loco nelle navate laterali della chiesa, sei confessionali di noce, opera dell'istituto Salesiano Rebaudengo. Lo scultore prof. Giacomo Vincenzo Mussner di Ortisei eseguì i bassorilievi dei pannelli. Sui pannelli di un confessionale possiamo vedere: Gesù che conferisce il primato a Pietro, l’incontro del Padre con il figliol prodigo, la Madonna Consolata, il Buon Pastore, l’arcangelo Michele che sconfigge il drago, un Angelo giudicante in ricordo che la giustizia di Dio è al di sopra di tutte le miserie umane. Nel 1997 i confessionali sono stati modificati per renderli conformi alle nuove esigenze delle celebrazioni della penitenza, pur rispettando l’aspetto e le strutture originali.
 
La sacrestia
Il 1940 fu anche testimone della sistemazione della sacrestia, della quale venne terminato l'arredamento con mobili di noce sculturato ed un grande lavabo di marmo. Qui venne collocato un nuovo quadro di Santa Rita commissionato al prof. Olivero Pistoletto.
 
La cappella del Sacro Cuore
Oggi in esso è custodito il Santissimo Sacramento. Il pavimento è a mosaico e le pareti sono ricoperte di marmi intarsiati. Su di esse sono raffigurati i simboli della salvezza: la croce, la cerva che si abbevera alla sorgente e l’agnello sacrificale.
Sull’altare troviamo una tavola del prof. Dalle Ceste raffigurante il Sacro Cuore di Gesù circondato da angeli e santi (san Giovanni Evangelista, sant’Alfonso Maria de’ Liguori, santa Margherita Maria Alacoque e santa Maria Maddalena).
 
Gli altari laterali
Tra il 1952 e il 1953 vennero terminati gli altari e le decorazioni a mosaico del transetto. Questo venne interamente dedicato all'inizio della vita del Salvatore, premessa della Sua opera salvifica.
Quattro grandi mosaici rappresentano i Misteri Gaudiosi del Rosario e con le vetrate delle due finestre, costituiscono il ciclo completo della Natività e dell’infanzia di Gesù. I mosaici sono stati realizzati dalla ditta Castaman di Venezia. Quelli ai lati dell’altare dedicato alla Madonna, rappresentano l'Annunciazione della Vergine e la visita a Santa Elisabetta. Quelli che affiancano l'altare di San Giuseppe (ora sostituito dal nuovo organo) raffigurano la fuga in Egitto e Gesù che parla ai dottori nel Tempio.
Sulle vetrate del transetto il tema dominante è la Sacra Famiglia. Su quella di destra è rappresentata la scena della Natività; su quella di sinistra la Sacra Famiglia operosa nella casa di Nazareth.
Le pale degli altari sono tele del prof. Dalle Ceste. In quello di destra è rappresentata la Vergine Consolata, patrona di Torino. Accanto ad essa, i Santi a Lei devoti e legati alla storia della città: San Carlo Borromeo, San Francesco di Sales, il beato Michele Rua, San Giovanni Bosco, San Leonardo Murialdo, il beato Sebastiano Valfrè, San Giuseppe Cafasso, San Giuseppe Benedetto Cottolengo, il beato can. Giuseppe Allamano e il card. Guglielmo Massaia. Sullo sfondo tre santi sono meno identificabili e si ritiene siano San Massimo, San Secondo e Sant’Eusebio.
Nella pala di san Giuseppe l'artista ha voluto dipingere il protettore dei lavoratori mentre ci mostra il Bambino. Ai due lati si trovano figure tipiche di lavoratori: contadini ed operai si inginocchiano in preghiera, mentre sullo sfondo i buoi tirano faticosamente l'aratro e fumano le ciminiere delle officine e degli stabilimenti. Dopo la soppressione dell'altare questa grande tela è stata collocata sulla parete della navata che conduce alla sacrestia, di fianco all’altare maggiore.
 
Le vetrate
L’anno 1953 vede la posa in opera delle nuove vetrate istoriate con la vita di Santa Rita (la nascita, la carità di Rita fanciulla, Rita promessa sposa, Rita sposa e madre, Rita trasportata dai Santi in convento, conforto e aiuto ai poveri, ubbidienza e sacrifici, la devozione al crocifisso, la rosa fiorita tra la neve).
 
I quadri votivi
Sin dall’inizio della vita del Santuario, i fedeli iniziarono a portarvi l’espressione del loro ringraziamento a Santa Rita, per mezzo di cuori e quadri votivi. In un primo tempo i cuori furono posti nella Cappella delle Grazie, dalla quale vennero rimossi in occasione del suo restauro. I quadretti di varia fattura, invece, adornano la galleria dietro l’altare maggiore.
 
Il nuovo organo
Il 14 marzo 1990 è stato inaugurato con un solenne concerto il nuovo organo costruito dalla ditta Zanin di Codroipo (Ud), in sostituzione di quello originale, nella cui sede sono rimaste solo le canne anteriori. Il nuovo organo, è stato installato nel lato sinistro del transetto, dopo la rimozione dell’altare di San Giuseppe.
 
Gli ultimi lavori
Nel 1993 sono stati iniziati i lavori per adeguare il santuario alle nuove leggi civili e canoniche.
Per prima cosa si è realizzato l’adeguamento dell’impianto elettrico alle norme di sicurezza. Nel 1996 è stato rimosso il pulpito, che ormai aveva cessato la sua utilità. La base dello stesso è stata utilizzata come Mensa dei Doni e sistemata accanto al pilastro al quale si appoggiava il pulpito. Le formelle con i simboli degli evangelisti hanno avuto degna collocazione sulle pareti adiacenti al portale maggiore, riempiendo così due spazi non decorati.
Nel 1997 si è iniziato l’ammodernamento dei confessionali apportando ad essi le modifiche necessarie per la nuova concezione del sacramento della Conciliazione, ma salvaguardando tutta la parte artistica degli stessi. La parte interna è stata trasformata in due piccole celle, una per il sacerdote ed una per il penitente, insonorizzate per favorire la segretezza. Chi si confessa potrà scegliere, a seconda delle proprie esigenze, la grata anonima o la faccia a faccia con il confessore.
Nel 1998 è stata realizzata una galleria di transito che dall’ingresso di via Vernazza conduce direttamente al santuario, per salvaguardare il raccoglimento nella cappella delle Grazie soprattutto durante le funzioni ivi celebrate. Nel santuario si è provveduto a modificare la sistemazione del presbiterio in conformità alle norme dettate dalla riforma  liturgica conciliare. Dopo un ricerca accurata ed un approfondito confronto di idee e progetti diversi, è stato affidato l’incarico per il progetto definitivo al Centro d’Arte AVE di Loppiano (Firenze). La grande balaustra anteriore all’altare maggiore è stata posta nei pressi dell’ingresso principale ad assolvere il compito di ideale divisione fra l’ingresso e la zona riservata alla preghiera ed al raccoglimento; artistico invito a procedere verso l’Altare.
Il vecchio altare maggiore è stato modificato e costituisce la parete a cui si appoggiano le sedie dei celebranti che sono sistemate sui suoi gradini ristrutturati.
La nuova Mensa è stata realizzata con un blocco di marmo greco. La scultura rappresenta il Corpo Mistico di Cristo, gli “uomini nuovi” che scaturiscono dalla Eucarestia e fra essi la “donna nuova” Santa Rita. Anche l’Ambone è costituito da un blocco di marmo e porta scolpite le lettere dell’alfabeto greco alfa e omega, che nel testo dell’Apocalisse indicano Gesù, il Verbo di Dio, Principio e Fine di tutte le cose.
La parete di fondo della navata laterale sinistra, sovrastante la cappella del Sacro Cuore, è stata abbellita con l’applicazione di un mosaico che su sfondo dorato reca la frase “Padre ti prego perché tutti siano una cosa sola come noi” (Gv. 17,11). Il tutto è contornato da un motivo che riprende le decorazioni del santuario. Il nuovo fonte battesimale, costruito in un blocco di marmo greco, verrà collocato davanti all’altare della Madonna Consolata, per favorire la celebrazione comunitaria.

Depliant del santuario

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