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IL PROGRAMMA

Giovedì 21 ottobre: Accoglienza e festa: incontro di inizio.
Giovedì 28 ottobre: “Allena il corpo”, incontro con la fisioterapista Teresa Spirlì
Giovedì 4 novembre: Giochiamo a tombola.
Giovedì 11 novembre:
Gruppo A – Ginnastica dolce con la fisioterapista Teresa Spirlì
Gruppo B – “L’abc del cellulare” con Fabio Rovelli
Giovedì 18 novembre: Giochi “Allenamente” a gruppi
Giovedì 25 novembre: “A mente viva”, Incontro con la psicologa con formazione in Neuropsicologia, dott.ssa Silvia Petiti.
Giovedì 2 dicembre:
Gruppo A - “L’abc del cellulare” con Fabio Rovelli
Gruppo B – “Le nostre ricette”
Giovedì 9 dicembre:
Gruppo A – Ginnastica dolce con la fisioterapista Teresa Spirlì
Gruppo B – Raccontiamo il nostro Natale: tradizioni regionali.
Giovedì 16 dicembre: “La luce del Natale”, incontro di spiritualità con don Benito Rugolino
Sabato 18 dicembre: Spettacolo proposto dai giovani dell’oratorio.
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IL GRUPPO “GIA’ GIOVANI”
Si incontra ogni giovedì dalle ore 15,00 alle 17,00 nei locali del “Tibi dabo nuovo”, con ingresso da Via Vernazza 26
 
Cosa proponiamo?
  • Incontri con esperti
  • Alleniamo la mente, giochiamo insieme, festeggiamo i compleanni...
  • Uscite culturali e spirituali
Le attività del gruppo sono al momento sospese in attesa di riprendere con nuovi e coinvolgenti programmi.

Scrive Papa Francesco in Amoris laetitia:

  1. «Non gettarmi via nel tempo della vecchiaia, non abbandonarmi quando declinano le mie forze» (Sal 71,9). È il grido dell’anziano, che teme l’oblio e il disprezzo. Così come Dio ci invita ad essere suoi strumenti per ascoltare la supplica dei poveri, Egli attende anche da noi che ascoltiamo il grido degli anziani. Questo interpella le famiglie e le comunità, perché «la Chiesa non può e non vuole conformarsi ad una mentalità di insofferenza, e tanto meno di indifferenza e di disprezzo, nei confronti della vecchiaia. Dobbiamo risvegliare il senso collettivo di gratitudine, di apprezzamento, di ospitalità, che facciano sentire l’anziano parte viva della sua comunità. Gli anziani sono uomini e donne, padri e madri che sono stati prima di noi sulla nostra stessa strada, nella nostra stessa casa, nella nostra quotidiana battaglia per una vita degna». Perciò, «come vorrei una Chiesa che sfida la cultura dello scarto con la gioia traboccante di un nuovo abbraccio tra i giovani e gli anziani!».
  1. San Giovanni Paolo II ci ha invitato a prestare attenzione al posto dell’anziano nella famiglia, perché vi sono culture che «in seguito ad un disordinato sviluppo industriale ed urbanistico, hanno condotto e continuano a condurre gli anziani a forme inaccettabili di emarginazione». Gli anziani aiutano a percepire «la continuità delle generazioni», con «il carisma di ricucire gli strappi». Molte volte sono i nonni che assicurano la trasmissione dei grandi valori ai loro nipoti e «molte persone possono constatare che proprio ai nonni debbono la loro iniziazione alla vita cristiana». Le loro parole, le loro carezze o la loro sola presenza aiutano i bambini a riconoscere che la storia non inizia con loro, che sono eredi di un lungo cammino e che bisogna rispettare il retroterra che ci precede. Coloro che rompono i legami con la storia avranno difficoltà a tessere relazioni stabili e a riconoscere che non sono i padroni della realtà. Dunque, «l’attenzione agli anziani fa la differenza di una civiltà. In una civiltà c’è attenzione all’anziano? C’è posto per l’anziano? Questa civiltà andrà avanti se saprà rispettare la saggezza, la sapienza degli anziani».
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