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Ogni sabato

dalle ore 15 alle 17,30.

Amici, giochi, laboratori,
preghiera, balli...


Ingresso da Via Vernazza 22

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA

In linea con gli indirizzi operativi per la sicurezza degli oratori.
L'ingresso sarà preceduto da una scheda di pre-triage e dalla rilevazione della tempertura corporea.
E' possibile scaricare e compilare i moduli per iscriversi alle attività dell'oratorio.
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SabOrg

È l’abbreviazione di “SABATO ORGANIZZATO”.

La proposta parte da alcune scelte educative di seguito specificate:

L’accoglienza. Nell’ambito dell’oratorio l’accoglienza è molto importante, in quanto introduce il bambino in questa realtà, e da subito lo coinvolge, lo fa sentire parte di una grande famiglia, lo fa socializzare, aiutandolo ad entrare in confidenza con l’animatore e con i suoi coetanei.
Quando il bambino mette piede in oratorio, l’animatore ha a sua disposizione una serie di strumenti e tecniche affinché il tutto avvenga nel modo migliore, in particolare:
•    l’utilizzo di musiche tra le quali l’inno del racconto dell’anno corrente per rendere l’atmosfera più giocosa e coinvolgente;
•    l’invito a giocare evitando di rimanere in disparte;
•    stimolare la curiosità del bambino e cercare di capire quali sono le proposte che lo attirano.
L’accoglienza culmina nel saluto che dà il via ufficiale alla giornata del sabato, ritrovandosi tutti insieme in cerchio, ed eseguendo balli di gruppo e l’inno.

Il gioco organizzato. Si svolge subito dopo l’accoglienza ed è uno dei momenti che gli animatori organizzano e preparano in modo molto accurato sapendo che attraverso il gioco si trasmettono molti più insegnamenti di mille discorsi. Ci si pone degli obiettivi per ogni fascia d’età:
•    il gioco come valido strumento di conoscenza e socializzazione,
•    lo stare insieme da protagonisti e non da spettatori,
•    la competizione e la rivalità sportiva non giustificano violenze e aggressività,
•    il rispetto delle regole, dei compagni di gioco e delle cose che circondano i ragazzi,
•    il superamento della tendenza comune di dividersi in gruppetti, per creare legami nuovi.

La preghiera. Inserita a metà pomeriggio, non deve essere intesa come momento che spezza bruscamente il clima di festa e di divertimento, ma invece è collocata appositamente qui per educare a riconoscere come la fraternità e lo stare insieme siano doni di cui ringraziare Dio. La preghiera è solitamente condotta da due animatori a turno. È importante per i bambini conoscere il proprio educatore non solo come compagno di gioco, ma anche e soprattutto come cristiano. Questo momento di preghiera non deve essere eccessivamente lungo, affinché i ragazzi non perdano l’attenzione, e neanche di stile catechistico, nozionistico o moralista. E’ bene che l’animatore faccia riferimento al tema scelto, individuando anche dei simboli e dei segni. Il bambino si rende conto a questo punto che Gesù non lo si vive solo la domenica durante la Santa Messa o nell’ora di catechismo. Il cristiano guarda a Gesù in ogni istante della propria vita e ogni giorno, anche nel gioco, nello studio, in famiglia e con gli amici.

Il tempo libero. Il tempo libero al sabato è una pausa nei tempi organizzati, che non è da considerarsi meno importante degli altri momenti della giornata, anzi è un’occasione in cui il bambino è libero di scegliere come utilizzare il proprio tempo.
Va precisato che il tempo libero ha comunque un grande valore educativo, richiamando l’immagine del cortile, dove ci si incontra volentieri e si è anche ben disposti a chiacchierare tra amici e con gli animatori.

I laboratori. I ragazzi lavorano insieme per un progetto comune (preparazione di uno spettacolino, canto, manualità…). È importante educare il ragazzo all’attenzione del produrre qualcosa con le proprie mani, al bello della collaborazione e del lavoro di gruppo, al creare qualcosa per un fine preciso e non solo per occupare il tempo. Questo momento è finalizzato a portare il ragazzo ad inventare, creare ed apprezzare il lavoro prodotto con i talenti che il Signore gli ha donato, per scoprirli e coltivarli. Non si mira ad un lavoro perfetto, ma ad un lavoro curato, desiderato e ricco di fantasia.
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