Per il Natale del 1937 il santuario si arricchì delle statue lignee del presepio, opera dell'artista intagliatore Angelo Pescosta di Ortisei, che ancora ai giorni nostri ci aiutano a rendere plasticamente viva la scena dell'Incarnazione, anche se purtroppo è andata perduta tutta la parte che ne formava il fondale.


Completata la parte esterna del tempio, venne iniziata la copertura del pavimento in cui si intrecciano numerosi e ricchi marmi.
Nel 1938, a pavimento ultimato, i carpentieri alzarono nuovamente i ponti per provvedere al rivestimento in marmo dei pilastroni della cupola e del presbiterio, sui quali dovevano essere successivamente applicati i mosaici. La primavera del 1938 vide l'attuale primo cortile dell'oratorio trasformato in deposito per i marmi necessari al rivestimento delle pareti del santuario.
Sul bollettino n.2 del Marzo-Aprile 1938, monsignor Baloire scrisse: "...Fra pochi mesi tutte le pareti, per un perimetro di cinquanta metri, fino all'altezza di oltre dieci metri saranno esse pure completamente rivestite, abbellite, impreziosite di marmi. Zoccolo in verde alpi, basamenti di giallo Siena, gli ampli campi e capitelli il tutto ravvivato da pannelli intarsiati con una vivace colorazione. ..."[7] Questi lavori iniziati in quell’anno, vennero completati solo nel 1942, anno in cui fu anche terminata la parte marmorea dei due altari laterali.

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