L’anno 1953 vede la posa in opera delle nuove vetrate istoriate con la vita di Santa Rita e scene della fanciullezza di Gesù, opera della ditta Zettler di Monaco di Baviera.
Le vetrate che decorano i finestroni del nostro Santuario sono tra le opere che hanno incontrato più difficoltà durante la loro preparazione. Secondo i progetti avrebbero dovuto essere realizzate nel 1931, infatti a quell’epoca erano giunti da molte ditte italiane, francesi, svizzere e tedesche disegni, bozzetti e preventivi. L’architetto Giulio Valotti aveva scelto il progetto della ditta Zettler di Monaco di Baviera (i cui capolavori si ammirano nelle più grandi basiliche d’Europa), perfezionandolo con qualche ritocco ai bozzetti. Alla vigilia della firma del contratto tutto venne fermato all’improvviso per il sopravvenuto veto
politico: le vetrate dovevano essere fatte in Italia!
Tra gli appunti di mons. Baloire e dai bollettini di quel tempo troviamo i retroscena della vicenda che obbligarono il Fondatore ad una prudente attesa. Uno dei concorrenti, la ditta Guido Polloni di Firenze, una volta eliminata la ditta tedesca, riteneva di essere la prescelta e per assicurarsi la fornitura sfruttò l’appoggio politico dell’allora ministro Morelli presso il Prefetto di Torino. Quest’ultimo convocò mons. Baloire comunicandogli che, visto che il contratto non era ancora stato firmato, non si doveva procedere oltre con la ditta Zettler. Il risultato di queste manovre fu la sospensione di tutte le trattative con qualsiasi fornitore. Sospensione che durò ben 22 anni.
Questa decisione fu forse la salvezza delle vetrate artistiche, poiché durante la guerra i vetri del santuario andarono diverse volte in frantumi, tanto che per un certo periodo i semplici vetri vennero persino sostituiti con legno compensato. Per attenuare la troppa luce delle finestre, vennero applicati provvisoriamente dei tendoni gialli.     
      
Passata la guerra e ripreso il normale ritmo della vita, dopo ben venti anni dall’interruzione dei contatti, egli li riallacciò con la ditta tedesca, che nel frattempo aveva cambiato ragione sociale: la Glasmarei di Monaco (ex Zettler come si legge sulle vetrate stesse).
Tutti i disegni ed i bozzetti già approvati definitivamente dall’arch. Valotti, erano stati conservati gelosamente presso il Santuario e si poté dare quindi velocemente il via ai lavori.
Furono commissionate le nove vetrate con la vita di Santa Rita e le due più grandi per il transetto raffiguranti la Natività di Cristo e la Sacra Famiglia di Nazareth. Ad esse venne aggiunto l’ordine per quelle delle tre finestre della cappella del Sacro Cuore, ultima realizzazione del Santuario, consentendo di avere così per tutta la costruzione una uniformità di stile e colori.
LA VITA DI SANTA RITA NELLE VETRATE DEL SANTUARIO
La vita di Santa Rita è rappresentata in ordine a partire dalla navata destra, a partire dal transetto, proseguendo verso il portale e risalendo poi quella sinistra nuovamente fino al transetto.
1° vetrata: LA NASCITA.
Il 22 maggio 1381 a Roccaporena presso Cascia (Umbria) nasce Rita da Antonio Mancini e Amata Ferro, ferventi cristiani e non più giovani. Fin da allora la vita della piccola è segnata dal prodigio: mentre dorme nella culla, uno stormo di api bianche le volteggiano intorno entrando ed uscendo dalla sua bocca socchiusa senza ferirla.
2° vetrata: LA CARITA’ DI RITA FANCIULLA
Aiutata dai suoi genitori Rita inizia presto ad amare Gesù e a riconoscerlo nella persona dei poveri. E’ felice di privarsi di qualche cosa per loro: alla mendicante offre una scodella di minestra, mentre la mamma segue contenta la scena dall’uscio di casa.
3° vetrata: RITA PROMESSA SPOSA
Cresciuta, Rita sente imperiosa la chiamata alla vita religiosa ed vorrebbe essere accolta nel convento delle suore Agostiniane di Cascia. Ma non sono di questo parere gli anziani genitori che di lei hanno grande bisogno, e che ritornano a ricordarle le varie proposte di matrimonio. Per ubbidienza verso i genitori alla fine Rita rinuncia al suo ideale ed acconsente di sposare Paolo di Ferdinando.
4° vetrata: RITA SPOSA E MADRE
I primi tempi del matrimonio sono molto duri per Rita. Paolo manifesto il suo carattere rude, prepotente, collerico e violento. La giovane sposa sopporta scenate, insulti e percosse con pazienza, sorretta dalla preghiera. Con la dolcezza, le premure e l’affetto, finalmente riesce a toccare il cuore del marito, che si ravvede e cambia decisamente vita, diventando un marito modello. Il matrimonio è quindi allietato dalla nascita di due gemelli, che completarono la gioia dei genitori. Purtroppo questa felicità non deve durare, poiché improvvisa scoppia la tragedia. Una notte, rincasando, Paolo è aggredito, pugnalato ed ucciso. Poi la morte repentina dei due figli viene a colmare il calice delle sofferenze di Rita.
5° vetrata: RITA TRASPORTATA DAI SANTI IN CONVENTO
Rimasta sola, chiusa nel suo dolore, trova conforto nella preghiera e nella penitenza. Sente riaccendersi la sua vocazione e chiede di essere accolta in convento, ma la sua domanda di donna sposata e vedova viene recisamente respinta. Ella continua a sperare, pregando ed aumentando i sacrifici. Una notte i suoi santi protettori: San Giovanni Battista, Sant’Agostino e San Nicola  miracolosamente prelevano Rita dalla sua casa e la trasportano in convento, senza che le porte vengano aperte.
6° vetrata: CONFORTO ED AIUTO AI POVERI
Realizzato il suo sogno e diventata suora agostiniana nel convento di Cascia, Rita prodiga il suo amore per il prossimo in mille modi. Rinuncia al cibo che le passa la comunità per darlo agli affamati, cura gli ammalati, consola le persone colpite da qualsiasi sciagura o infermità. La sua preghiera spesso risana gli storpi, i muti o i ciechi.
7° vetrata: UBBIDIENZA E SACRIFICI
Rita cerca di perfezionarsi in ogni virtù. Porta sulla pelle cilici e si flagella per mortificarsi, spesso si ciba solo di pane ed acqua. Il suo letto è una stuoia per terra. La sua ubbidienza è pronta e totale: la sua Superiore le ordina di innaffiare un palo ogni mattina per un anno. Un palo secco senza radici. Rita ubbidisce, innaffia anche nei giorni di pioggia. Dio la premia con un miracolo: il palo germoglia, diventa una vite che è ancora oggi visibile nel convento di Cascia.
8° vetrata: LA DEVOZIONE AL CROCIFISSO
Rita fin dall’infanzia, è devotissima di Gesù Crocifisso. Nella quaresima del 1441, dopo aver ascoltato la predica di fra’ Giacomo, rimane inginocchiata in preghiera davanti al grande Crocifisso del convento. Supplica Gesù di far condividere anche lei le pene ed i dolori delle spine, dei flagelli, della croce. Ed ecco che una spina si stacca dalla corona del Crocifisso e si conficca nella fronte della suora, provocandole un dolore così acuto e straziante da farla svenire. La ferita, divenuta poi una piaga deturpante che non si rimargina più per tutta la sua vita.
9° vetrata : LA ROSA FIORITA TRA LA NEVE
Rita viene colpita negli ultimi anni della sua vita da altre sofferenze e infermità. Nell’ultimo inverno, mentre è immobilizzata nel letto della sua cella, una sua parente scende da Roccaporena a trovarla. Tutta la valle ed il paese sono ricoperti di neve alta. Rita chiede alla cugina di passare nel suo orto, al paese, e portarle una rosa. La donna acconsente pensando che il delirio giochi a Rita dei brutti scherzi, ciò nonostante arrivando a Roccaporena e percorrendo la strada che affianca l’orto di Rita, volge lo sguardo e con somma meraviglia vede tra il candore della neve spiccare una bellissima rosa rossa. La coglie e ritorna velocemente al convento per consegnarla alla malata, che la accetta con un sorriso e la pone accanto al Crocifisso.
Il 22 maggio del 1457, Rita cessa le sue sofferenze ed è chiamata al premio eterno.

×
COOKIES

Questo sito non utilizza alcun cookies di profilazione.

Sono invece utilizzati cookies normali per la navigazione sul nostro sito.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies.

Anche le informazioni inviate nel modulo contatti saranno strettamente private e non cedute a terzi per scopi pubblicitari o diversi.

AVVISIAMO TUTTI I VISITATORI CHE LA CHIESA DI SANTA RITA DI TORINO

NON EFFETTUA ALCUNA RICHIESTA DI DENARO VIA EMAIL.

EVENTUALI RICHIESTE FRAUDOLENTE SONO DA CESTINARE IMMEDIATAMENTE.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE E BUONA NAVIGAZIONE

×

Benvenuti e buona navigazione