Nel 1993 sono stati iniziati i lavori per adeguare il santuario alle nuove leggi civili e canoniche.
Per prima cosa si è realizzato l’adeguamento dell’impianto elettrico alle norme di sicurezza. Nel 1996 è stato rimosso il pulpito, che ormai aveva cessato la sua utilità, sostituito da microfoni ed altoparlanti. La base dello stesso è stata utilizzata come Mensa dei Doni e sistemata accanto al pilastro al quale si appoggiava il pulpito. Le formelle con i simboli degli evangelisti hanno avuto degna collocazione sulle pareti adiacenti al portale maggiore, riempiendo così due spazi non decorati.
Nel 1997 si è iniziato l’ammodernamento dei confessionali apportando ad essi le modifiche necessarie per la nuova concezione del sacramento della Conciliazione, ma salvaguardando tutta la parte artistica degli stessi. La parte interna è stata trasformata in due piccole celle, una per il sacerdote ed una per il penitente, insonorizzate per favorire la segretezza. Chi si confessa potrà scegliere, a seconda delle proprie esigenze, la grata anonima o la faccia a faccia con il confessore.
Nel 1998 è stata realizzata una galleria di transito che dall’ingresso di via Vernazza conduce direttamente al santuario, per salvaguardare il raccoglimento nella cappella delle Grazie soprattutto durante le funzioni ivi celebrate. Nel santuario si è provveduto a modificare la sistemazione del presbiterio in conformità alle norme dettate dalla riforma  liturgica conciliare. Dopo un ricerca accurata ed un approfondito confronto di idee e progetti diversi, è stato affidato l’incarico per il progetto definitivo al Centro d’Arte AVE di Loppiano (Firenze). La grande balaustra anteriore all’altare maggiore è stata posta nei pressi dell’ingresso principale ad assolvere il compito di ideale divisione fra l’ingresso e la zona riservata alla preghiera ed al raccoglimento; artistico invito a procedere verso l’Altare.
Il vecchio altare maggiore è stato modificato e costituisce la parete a cui si appoggiano le sedie dei celebranti che sono sistemate sui suoi gradini ristrutturati.
La nuova Mensa è stata realizzata con un blocco di marmo greco. La scultura rappresenta il Corpo Mistico di Cristo, gli “uomini nuovi” che scaturiscono dalla Eucarestia e fra essi la “donna nuova” Santa Rita. Anche l’Ambone è costituito da un blocco di marmo e porta scolpite le lettere dell’alfabeto greco alfa e omega, che nel testo dell’Apocalisse indicano Gesù, il Verbo di Dio, Principio e Fine di tutte le cose.
La parete di fondo della navata laterale sinistra, sovrastante la cappella del Sacro Cuore, è stata abbellita con l’applicazione di un mosaico che su sfondo dorato reca la frase “Padre ti prego perché tutti siano una cosa sola come noi” (Gv. 17,11). Il tutto è contornato da un motivo che riprende le decorazioni del santuario. Il nuovo fonte battesimale, costruito in un blocco di marmo greco, verrà collocato davanti all’altare della Madonna Consolata, per favorire la celebrazione comunitaria.

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