Nella primavera del 1939 un altro importante passo venne fatto con l’inizio dei lavori per la sistemazione del presbiterio. Il primo impegno fu la costruzione e la decorazione dell'altare maggiore eseguito dalla Soc. Henreaux di Marina di Carrara. Esso appoggiava su un triplice ordine di gradini e su un basamento di verde Issoria, la parte centrale è in giallo Siena antico mentre le rimanenti parti sono in botticino, il tutto è illeggiadrito e impreziosito da malachiti, lapislazzuli e bronzi dorati. Il tabernacolo è in giallo di Siena, le colonnine e i pannelli sono in onice chiaro e la porticina in bronzo dorato. Dietro l'altare si innalza il baldacchino con 4 colonne in alabastro di Siena e la parte superiore in botticino adorno di colonnine, archetti e fregi in alabastro ed onice. L'altare venne ornato nel 1940 con una Gloria di Angeli in legno dorato, dello scultore Mussner di Ortisei, pronta ad accogliere il nuovo quadro di Santa Rita, nuova opera del prof. Giovanni Crida, già autore di quello della Cappella delle Grazie eseguito in quello stesso anno. I due quadri sono sostanzialmente simili, l'unica differenza è che in quest’ultimo mancano a lato di Santa Rita i due Angeli presenti nell'opera precedente. La maggior semplicità figurativa dà più rilievo alla figura della Santa. Il dipinto venne posto sull’altare solo nel 1957 in occasione della dedicazione del Santuario, e fino ad allora fu sostituito da un piccolo quadro provvisorio.
La balaustra, in blocchi di botticino finemente lavorato ad intarsio, venne approntata e messa in loco appena terminato il pavimento del presbiterio, formato da un geniale intreccio di marmi policromi.

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