Nel 1940 furono messi in loco nelle navate laterali della chiesa, sei confessionali di noce, opera dell'istituto Salesiano Rebaudengo. Lo scultore prof. Giacomo Vincenzo Mussner di Ortisei eseguì i bassorilievi dei pannelli che fanno da schermo discreto al penitente. La scelta dei sei soggetti non è certo dovuta al caso: tutti ci ricordano l'amore e la misericordia che Dio ha per i suoi figli.
Sui pannelli di un confessionale possiamo vedere Gesù che conferisce il primato a Pietro inginocchiato ai suoi piedi: Gesù lasciando la terra ci ha lasciato i suoi rappresentanti che ancora oggi e per sempre, rincuorano il peccatore pentito assicurandogli il perdono.
Un altro soggetto è l’incontro del Padre con il figliol prodigo. L'artista ha saputo rappresentare tutto l'amore di un padre felice per il ritorno del figlio pentito, mentre si curva per accoglierlo e riammetterlo nella sua casa.
La Madonna Consolata, accoglie il penitente in un altro confessionale. La madre di Gesù è raffigurata con l’effigie che è venerata nella città di Torino, consolatrice degli afflitti, che qui vengono a impetrare grazie, in cerca della pace spirituale, o a ringraziare dei benefici ricevuti, segno della confortante presenza di Maria accanto a noi umili peccatori in cammino verso suo Figlio.
Il Buon Pastore è raffigurato mentre torna all'ovile, con la pecorella smarrita ben sistemata sulle forti spalle, e dimostra la sua cura affinché essa non si perda nuovamente.
Due confessionali hanno per soggetto degli angeli: in uno l'arcangelo Michele sconfigge il drago, chiaro riferimento all'eterna supremazia del bene sul male. Mentre nell'altro un Angelo giudicante ci ricorda la giustizia di Dio che è al di sopra di tutte le miserie umane. Questo è l'unico pannello che porta la firma dell'autore. Nel 1997 i confessionali sono stati modificati per renderli conformi alle nuove esigenze delle celebrazioni della penitenza, pur rispettando l’aspetto e le strutture originali.
Oltre alla costruzione dei confessionali il 1940 fu anche testimone della sistemazione della sacrestia, della quale venne terminato l'arredamento con mobili di noce sculturato ed un grande lavabo di marmo. Qui venne collocato un nuovo quadro di Santa Rita commissionato al prof. Olivero Pistoletto, di dimensioni minori, ma decisamente simile alle opere del Crida. Quest’opera, che non è né datata né firmata, poiché il Fondatore in seguito a dissapori con l’artista ne cancellò volutamente la firma, era già stata consegnata nell'agosto del 1938.
Nel 1943 furono collocati nel santuario ventisei banchi in noce, opera dell’istituto salesiano Rebaudengo.

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