Per dare voce al campanile e solennizzare festosamente ogni momento della vita del nuovo Santuario venne apprestato un concerto di 5 campane. Il 3 maggio 1936 alle ore 17 il cardinale Maurilio Fossati impartiva la benedizione rituale alle campane pronte a salire nella cella campanaria. Poterono così con i loro rintocchi solennizzare la festa patronale di quell’anno. I bronzi, fusi dalla fonderia Achille Mazzola di Valduggia, rispondono a queste caratteristiche: Campanone - intitolato a Santa Rita - SI grave - 1940 kg.; 2a campana - intitolata al Sacro Cuore - DO diesis - 1370 kg.; 3a campana - intitolata a Santa Maria - RE diesis - 970 kg.; 4a campana - intitolata a San Giovanni Battista - MI - 800 kg.; - 5a campana - intitolata alle anime del Purgatorio - FA diesis - 580 kg., per complessivi 5.660 Kg di bronzo. Per il castello ed i ceppi, erano occorsi 7000 Kg. di ferro e ghisa. Le campane venivano azionate direttamente dalla sacrestia per mezzo di comandi elettrici, mentre il suono a baudetta era azionato da una tastiera predisposta nella cella campanaria.


Per festeggiare il giubileo sacerdotale del Fondatore, il 29 giugno 1933 era stata promossa la costruzione della grande statua di Santa Rita con il carro trionfale, da usare per la solenne processione in occasione della festa del 22 maggio. Per realizzarla vennero fusi gli oggetti in argento offerti o raccolti appositamente tra i devoti, raffinandolo fino a portarlo alla media 900. Dopo aver sottoposto per l'approvazione all'arch. Valotti ed alla Commissione Diocesana di Arte Sacra il bozzetto proposto dallo scultore prof. Luigi Aghemo, fu realizzata una statua alta circa 2,5 metri e pesante 200 chili.
Domenica 12 maggio 1935, benedetta da mons. Pinardi, l'opera fu finalmente portata per la prima volta in processione. Oggi che il traffico ed i tempi sono cambiati e la processione è stata sospesa, essa accoglie i fedeli tutto l'anno nella sua cappella all'ingresso del santuario e nel giorno della festa patronale solennemente offerta alla venerazione dei pellegrini, nel cortile trasformato per l'occasione in chiesa all'aperto, dove è più agevole avvicinarsi per pregare.

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