Giulio Valotti
Così racconta il Promotore del Santuario teol. Baloire in un suo scritto: “Una visita alla Casa salesiana di Valdocco mi portò a conoscere l’architetto Giulio Valotti, salesiano, progettista esperimentato di tutte le costruzioni salesiane degli ultimi decenni. Riuscii ad assicurarmelo per il Santuario di S. Rita. Conservo, prezioso ricordo, il biglietto del rev. don Pietro Ricaldone, allora Segretario Generale dei salesiani, che scrisse a mons. Pinardi: “Ho il piacere di annunziare a V/ ecc. che il nostro Rettor Maggiore don Rinaldi è ben lieto che il nostro arch. ing. Valotti sua progettista del santuario di S. Rita, che sta a cuore a V/ Eccellenza”. Una nuova, grande grazia per me, avere un architetto specializzato in costruzioni sacre, diligente e geniale, che per parecchi anni progettò e controllò tutti i lavori fatti in Santuario. Fu architetto del Santuario monumentale da tutti ammirato e lo fu gratuitamente. Come è evidente, non una ma due grazie.”[5]
Giulio Valotti nacque a Quinzano d’Olio (Brescia) da Gaetano e da Maria Salaini il 30 gennaio 1881, frequentò il ginnasio nel seminario di Brescia. A diciassette anni, nel 1898 venne a Torino attratto dalla santità di don Bosco, accompagnato da un certificato del suo parroco.
Iniziò così la sua vita nella congregazione salesiana, nel 1899 frequentò il noviziato a S. Benigno. L’anno seguente fu addetto come fattorino al Bollettino Salesiano nell’oratorio di Torino, poi al servizio di don Rua presso le camerette di don Bosco e quindi trasferito per obbedienza all’Ufficio tecnico dell’Economato Generale. Nello stesso 1900 a S.Benigno fece la prima professione nella famiglia Salesiana alla quale seguì nel 1903 la professione perpetua quale coadiutore salesiano a Lanzo Torinese. Dal 1915 frequentò la Regia Accademia Albertina, l’anno successivo vi sostenne l’esame del corso superiore di Architettura. Nel 1918 prestò servizio militare presso il Ministero dell’Aeronautica all’ufficio progetti di Roma. Dal 1920 fu architetto presso l’Ufficio Tecnico salesiano che in seguito lui stesso diresse. Nel 1921 ottenne il diploma di Professore di Disegno Architettonico presso la Regia Accademia Albertina delle Belle Arti, si inserì all’albo professionale degli architetti della provincia di Torino ed iniziò l’attività di libero professionista nel ramo edile. Venne insignito negli anni della sua attività dell’onorificenza: della Croce di San Gregorio Magno, della Croce di Savoia e della commenda Vaticana. Nella mattina del Lunedì santo del 1949 un attacco di trombosi gli paralizzò il braccio e la gamba destra. Morì a Piossasco (Torino) l’11 novembre 1953.
Nella sua lunga attività di architetto salesiano furono moltissime le costruzioni che furono disegnate dalla sua mano e di cui diresse i lavori.
Sono circa una cinquantina le Chiese, gli oratori, gli istituti salesiani che portano la sua firma: da Torino a Palermo, Messina, Taranto, Caserta, Faenza, Forlì’, Trento, Cuneo, Ivrea, Vercelli, Novara e Roma. A Torino e nei dintorni ricordiamo, oltre alla costruzione del Santuario di S. Rita da Cascia, il santuario di Nostra Signora di Lourdes al Selvaggio di Giaveno, la chiesa di Gesù Adolescente, la chiesa parrocchiale di SS. Gervasio e Protasio di None, l’istituto Conti di Rebaudengo, l’istituto Edoardo Agnelli, l’istituto Michele Rua, l’istituto Bernardi-Semeria a Colle don Bosco e molti altri. Il suo ultimo lavoro, a lui più caro, fu l’ampliamento della Basilica di Maria Ausiliatrice e dell’Oratorio di Valdocco realizzati dal 1935 al 1952. Durante la costruzione dedicava al santuario di S. Rita ogni momento disponibile. Arrivava spesso a controllare il progredire della costruzione, faceva il suo giro di ispezione, rapido, discreto, preoccupato di non disturbare.

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