Tra il 1952 e il 1953 vennero terminati gli altari e le decorazioni a mosaico del transetto. Questo venne interamente dedicato all'inizio della vita del Salvatore, premessa della Sua opera salvifica.
Quattro grandi mosaici rappresentano i Misteri Gaudiosi del Rosario e con le vetrate delle due finestre, costituiscono il ciclo completo della Natività e dell’infanzia di Gesù.
I mosaici, che misurano ciascuno m. 1,90 x 2,90 circa, sono stati realizzati dalla ditta Castaman di Venezia, ma non si conosce il nome dell'artista che ne ha disegnato i cartoni. Quelli ai lati dell’altare dedicato alla Madonna, rappresentano l'Annunciazione della Vergine e la visita a Santa Elisabetta. Quelli che affiancano l'altare di San Giuseppe (ora sostituito dal nuovo organo) raffigurano la fuga in Egitto e Gesù che parla ai dottori nel Tempio, ultimo episodio della sua infanzia riportata dai Vangeli. Al posto di quest'ultimo avrebbe dovuto esserci la Presentazione al Tempio fra le braccia del vecchio Simeone, che non venne però realizzata.
Sulle vetrate del transetto il tema dominante è sicuramente la Sacra Famiglia. Su quella di destra è rappresentata la scena della Natività, presepe perenne nel nostro santuario; su quella di sinistra la Sacra Famiglia operosa nella casa di Nazareth. In essa vediamo la docilità nell'apprendere di Gesù e l'operosità di Giuseppe e di Maria, vigili sulla crescita e l'educazione del Figlio, che non possono non richiamare la vita quotidiana delle nostre famiglie a cui si pongono come stimolo ed esempio.
Le pale degli altari sono tele del prof. Dalle Ceste. In quello di destra in origine avrebbe dovuto essere raffigurata la Madonna del Rosario, come risulta dalla scritta incisa sul paliotto dello stesso altare, invece è stata rappresentata la Vergine Consolata, patrona di Torino. Accanto ad essa, i Santi a Lei devoti e legati alla storia della città: San Carlo Borromeo, San Francesco di Sales , il beato Michele Rua, San Giovanni Bosco, San Leonardo Murialdo, il beato Sebastiano Valfrè, San Giuseppe Cafasso, San Giuseppe Benedetto Cottolengo, il beato can. Giuseppe Allamano e il card. Guglielmo Massaia. Sullo sfondo tre santi sono meno identificabili e si ritiene siano San Massimo, San Secondo e Sant’Eusebio.
Nella pala di san Giuseppe l'artista ha voluto dipingere il protettore dei lavoratori mentre ci mostra il Bambino, che tiene amorevolmente sulle ginocchia. Ai due lati si trovano figure tipiche di lavoratori: contadini ed operai si inginocchiano in preghiera, mentre sullo sfondo i buoi tirano faticosamente l'aratro e fumano le ciminiere delle officine e degli stabilimenti.
Dopo la soppressione dell'altare questa grande tela è stata collocata sulla parete della navata che conduce alla sacrestia, di fianco all’altare maggiore.
Un pregevole drappeggio in mosaico fa da sfondo sulle pareti accanto agli altari laterali.

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